Appunti Condivisi: i Fondatori raccontano un mese rocambolesco e pieno di emozioni

Oggi io e Nicola abbiamo deciso di sospendere un attimino le nostre attività giornaliere per raccontarti quello che forse ad oggi è stato il mese più entusiasmante, pesante, pieno, emozionante di quando abbiamo lanciato Appunti Condivisi.

Sto parlando del mese scorso, maggio 2017.

E te ne vogliamo parlare mentre sorridiamo pensando ad ogni singola situazione che abbiamo vissuto, direttamente dal salone di casa di Nicola (che è diventato la nostra base operativa!) perché non abbiamo mai vissuto emozioni simili da studenti universitari e le uniche persone con cui intimamente ci sentiamo di aprirci a 360 gradi, svelando i retroscena di ciò che ci ha toccato nel profondo, sono altri studenti universitari come lo siamo stati noi (e lo sono io) che possono esattamente immedesimarsi in questo vortice di emozioni allucinante che ci ha coinvolti come un uragano.

In questo mese abbiamo smontato forse più luoghi comuni noi che altre persone che hanno mai parlato in un’aula dell’Università di Palermo.

Nel giro di 4 settimane, infatti, siamo riusciti a:

 

  • portare la nostra azienda davanti agli studenti universitari di Scienze della Comunicazione di Palermo durante una delle lezioni più importanti, “Sociologia dei nuovi media e della comunicazione” tenute dalla Prof.ssa Cappello, come esempio di come è possibile creare relazioni attraverso l’email-marketing, anche se né io né Nicola siamo dei “comunicatori nati” e senza essere laureati in Scienze della Comunicazione;
  • intervenire come relatori confrontandoci e parlando a Tu per Tu con altri studenti e scambiando con loro idee, opinioni e modi di pensare nel primo corso giuridico interamente dedicato alle startup, lo Startupcourse.it, sconvolgendo totalmente il normale rapporto di distacco tra chi parla nelle aule universitarie, che viene percepito come inarrivabile dallo studente, e Tu studente che ascolti;
  • parlare in uno dei seminari in cui io e Nicola eravamo due formichine accanto a imprenditori con le spalle enormi, come i fondatori di SocialFood e Face4Job, e in cui io ho parlato nell’Aula Magna di Giurisprudenza – che è l’ultima aula che uno studente di Giurisprudenza vede prima di laurearsi e la prima che vede dopo essersi laureato – parlando però non da laureato ma da imprenditore e dimostrando così che “i titoli valgono meno di ZERO”.

 

E questi sono soltanto alcuni dei luoghi comuni che io e Nicola abbiamo smontato.

Ma anche se detto così può sembrare che sia stato semplice per noi, sappi che non lo è stato per niente.

Questo mese è stato in una sola parola: MASSACRANTE.

Quando io e Nicola ne parliamo, lo chiamiamo il “mese di fuoco”, perché mentre portavamo avanti Appunti Condivisi, scrivendo articoli per un totale di 11.264 parole, sfornando nuovi video con Alessandro – che aveva praticamente iniziato a seguirci ovunque! – da caricare sul canale Youtube e nuovi post condivisi sul Gruppo Facebook, nel frattempo abbiamo dovuto preparare nuovi bandi a cui stiamo partecipando, concludere nuovi accordi con gli sponsor per continuare a crescere e preparare il contenuto degli interventi da fare durante gli incontri.

Se però da un lato questo ci ha sfiniti, dall’altro è stata forse una delle emozioni più grandi che personalmente io abbia mai vissuto, e sicuramente la più grande, emozionante, piena ed importante esperienza che ho vissuto insieme a Nicola fin da quando Appunti Condivisi è nato.

Ed oggi voglio provare a raccontarti tutto in questo articolo, mostrandoti ogni singola emozione che questo mese ci ha dato, le reazioni delle persone che sono entrate in contatto con noi, le cose che sono successe dopo i nostri interventi.

Ma procediamo con ordine.

 

Appunti Condivisi, 17/05/17 – Presentazione durante la lezione “Sociologia dei nuovi media e della comunicazione” tenute dalla Prof.ssa Cappello – Scienze della Comunicazione

 

La tensione che io e Nicola avevamo accumulato in vista di questo incontro ci aveva fatto avere una carica e adrenalina allucinante prima di entrare nell’aula dell’edificio 19 di Scienze della comunicazione, dove ci aspettavano centinaia di persone sconosciute che ci avrebbero ascoltato parlare di cos’è Appunti Condivisi e com’è nato.

E stavamo in questo stato, ancora di più delle altre volte, perché avevamo fatto di tutto per intervenire in quell’aula, davvero di tutto, ed era stata forse la nostra caparbietà e sfrontatezza che ci aveva ripagati.

Io non ho mai fatto intervenire nessuno studente nel corso delle mie lezioni” – queste sono state le parole che subito mi ha detto personalmente la prof.ssa Cappello che era l’insegnante titolare di cattedra durante il primo ricevimento in cui ero andato.

Ma forse la testardaggine, la passione che avevo messo nel parlarle di cos’è Appunti Condivisi e la voglia di raccontare parte di quel mondo che stiamo creando l’aveva alla fine convinta a farci parlare in quell’aula circolare che ti mette per forza di cose al centro dell’attenzione, in cui solitamente teneva le lezioni.

Ero riuscito a strapparle un “Sì, nonostante per me sia la prima volta, mi ha convinta!“.

Alla fine ce l’avevo fatta.

E credo che non ci sia modo migliore di esprimere l’emozione che ho provato riportando le parole che ho scritto di getto dopo poche ore da quando siamo usciti da quell’aula colma di persone, in mezzo agli applausi di tutti e ai sorrisi di alcuni studenti che si erano emozionati a sentirci:

“Lasciatemi libero di esprimermi, con tutta la forza e la spinta verso l’alto che ho in corpo.

Voglio essere libero di esprimere tutta la fatica, i sacrifici, l’energia di un salto che mi consenta di spiccare il volo.

Come un’aquila che trova la forza di volare e si muove, sentendosi libera mentre il vento oltrepassa le sue piume e le sue ali accarezzano l’aria, libera.

Non ci sarà nessun peso per chi come me vuole volare.

Non c’è peso perché io provo e voglio riuscirci, anche se le influenze, i condizionamenti, i discorsi di chi mi sta intorno mi porterebbero alle volte a lasciare tutto in asso e lasciarmi andare.

Forse un giorno lo farò distrutto, a mille pezzi.

Forse un giorno ci sarà qualcuno che verrà da me e io dovrò sentir dire “eh, ma io te lo avevo detto che non ce l’avresti fatta”.

Ma fino a quando questo non succederà, stringerò con tutta la forza che ho nei denti le redini di cuoio per trainare con ogni singolo grammo di forza il carretto su cui ho caricato il mio sogno.

E ogni giorno proverò a correre, sempre più forte.

Mi allenerò a correre per volare, fino a che le mie gambe esploderanno per lo sforzo e mi mancherà l’aria nei polmoni, ed il fiato mi sembrerà solo un ricordo lontano.

Non ho necessità di ricevere forza da qualcuno, solo non distraetemi dal mio cammino.

La strada è dura, gli obiettivi ce li ho e sono davanti a me.

E sono costantemente scanditi dalla mia voce, alta e risuonante, mentre racconto agli altri ciò che ho fatto e che farò, come un cantastorie racconta la sua vita.

C’è poco posto per chi non è disposto a cadere a compromessi e a facili sconfitte, ma se vuoi uno di quei posti può essere tuo.

Hai lo stesso tempo, gli stessi momenti, gli stessi secondi, minuti, ore, dei tuoi Eroi.

Sappili sfruttare.”

Era il 17 maggio. Il primo step.

Due giorni dopo ci aspettava l’incontro a Giurisprudenza Palermo, in cui “giocavo in casa”.

E questo è quello che è successo.

 

19/05/2017 – Presentazione e prova finale del corso Startupcourse.it, il primo corso giuridico dedicato alle startup.

presentazione-startupcourse

Devo dire che il “giocare in casa” per me era una consolazione, fin quando però non è venuto il momento di parlare.

Tutti gli studenti ci osservavano, curiosi, di capire chi erano questi due “Co-fondatori di Appunti Condivisi“.

Ma soprattutto, cos’era Appunti Condivisi, dato che poi avrebbero dovuto sostenere una prova scritta proprio su questo.

Io e Nicola eravamo gasati, da morire.

Avevamo ripetuto la presentazione decine e decine di volte, e quello che volevamo fare, oltre a portare la nostra testimonianza e storia di studenti che stanno lavorando partendo da zero per realizzare il sogno comune di fare impresa, è trasmettere un chiaro e preciso messaggio agli studenti:

“Pensare fuori dagli schemi. Pensare in termini di competenze, e non di professioni”.

E questo perché sono convinto, pienamente e ogni giorno di più, che questa sia la testimonianza più forte che uno studente di Giurisprudenza che vuole creare qualcosa che risolva davvero un problema delle persone e che vuole diventare un imprenditore di successo possa dare ai suoi colleghi, ed è quello che ho cercato di fare proprio quel giorno.

“Non è che ti laurei in Giurisprudenza e puoi fare solo l’Avvocato, il Notaio, il Magistrato, i Concorsi pubblici. Devi dire “ok, ho delle competenze giuridiche, cosa voglio fare nella mia vita? Come posso sfruttarle per fare ciò che mi piace, nella maniera che mi piace?”.

Quel giorno non c’erano relatori, non c’era “chi ce la sta mettendo tutta per crescere, chi invece deve ancora partire a realizzare le proprie idee”.

Quel giorno c’erano ragazzi che parlavano come se stessero parlando al bar mentre si prendevano il caffè, in modo totalmente informale e senza freni inibitori, senza chiacchiere inutili o complicate, e con un coinvolgimento e una stima che non avevo mai vissuto in prima persona.

Mi sentivo travolto in senso positivo, da un entusiasmo incontrollabile.

E bastano i sorrisi di ogni partecipante al corso che hai visto nella foto sotto al titolo per riassumere la scena!

 

26/05/2017 – Intervento finale durante lo Startupcourse.it, “Giurisprudenza incontra le imprese: le eccellenze locali e nazionali in tema startup”.

 

Era la sera di un giorno di fine marzo quando finivo di parlare al telefono direttamente con Manfredi Domina, uno dei due organizzatori dello Startupcourse.it

Dopo aver commentato un pò l’incontro che avevamo fatto giorno 19, mi aveva parlato di quello che sarebbe stato l’intervento finale dello Startupcourse: un evento di chiusura davanti a laureati e laureandi dell’Università di Palermo in cui ci sarebbero intervento tutte le eccellenze imprenditoriali locali e nazionali.

La notizia è che fra le imprese, ci saremmo stati anche noi.

Siete l’esempio più vicino per gli studenti. Siete due ex-studenti lavoratori che sono partiti da ZERO e crescono ogni giorno, dimostrando a tutti che se vuoi fare qualcosa con tutto te stesso e lavori per realizzarlo, puoi farcela“, sono le parole che Manfredi mi disse durante quella chiamata al telefono.

Ma mentre parlavamo dell’intervento di giorno 26, mi disse che, dato che ci sarebbero stati 7 interventi e tante attività da fare tra cui la consegna degli attestati del corso, a parlare non saremmo stati in due, io e Nicola, come al solito.

Poteva parlare soltanto uno.

Io non sapevo che fare, sinceramente, perché oltre al fatto che in due ci diamo forza l’un l’altro e condividiamo la tensione prima degli interventi, mi sembrava quasi uno sgarbo nei confronti di Nicola pensare magari di parlare solo io.

Appena ne parlai con Nicola, mi disse “Parli tu”.

E io: “no aspetta, dipende, cioè capiamo un att…”

Lui: “Parli tu.”

E basta.

(col suo solito tono democratico e tranquillo ahhaha)

Il giorno prima dell’incontro, però, ho capito fino in fondo quello che lui con quelle due parole aveva voluto dirmi, leggendo il post che aveva scritto su Facebook quella sera…

“Domani sarà un grande giorno.

Parte della storia, degli errori, delle intuizioni e dei sacrifici che io e la mia squadra abbiamo fatto, saranno raccontate davanti a più di 300 studenti, all’interno dell’aula più autorevole e suggestiva dell’università, l’Aula Magna di Giurisprudenza.

Sarà la giornata finale di una delle iniziative più nuove e concrete mai fatte all’interno di questa Facoltà, lo #startupcourse , qualcosa che va ben alidlà del fare impresa (che già è quanto dire).

Quando fummo chiamati in causa da un alto uomo barbuto (Manfredi Domina), che ci raccontò quello che avrebbe combinato da lì a breve, chiedendoci di andare lì a raccontare la nostra storia a tanti altri studenti universitari, fui subito colpito dal grande spirito che lui e gli altri ragazzi che stavano lavorando a quel progetto mettevano minuto dopo minuto.

Dall’immensa voglia di fare le cose diversamente dal solito, dalla volontà di dare agli studenti una visione completamente nuova e diversa della realtà che gli era stata fino a quel momento conficcata a forza nella mente.

Una realtà fondata sulla piena libertà d’azione, senza etichette appiccicate in fronte e senza codici a barre tatuati dietro al collo.

La stessa realtà che ormai da più di 6 mesi io e Attilio Cordaro proviamo a diffondere all’interno del mondo che stiamo creando.

Domani ci saranno tante eccellenze palermitane e siciliane in quella tavola “rotonda” pronte a raccontare le loro avvincenti storie (per esempio socialfood.it e Face4Job).

Storie che fino a qualche anno fa ascoltavo e ammiravo a bocca aperta per il coraggio, la passione e la volontà, facendo giri immensi all’interno della mia testa, sognando un giorno di poter stare dall’altra parte e convinto di avere tutte le carte in regola per poterci riuscire.

E poi ci saremo anche noi con Appunti Condivisi, che abbiamo sicuramente meno da raccontare in termini di numeri, ma tanto in comune in termini di passione, forza e sacrificio.

Mi sarebbe piaciuto essere lì, seduto insieme a loro, ma c’era un solo posto, per questo ho deciso di farmi da parte e ho voluto a tutti i costi che a parlare fosse solo e soltanto Attilio.

“Parli tu”.

Subito, con decisione, senza esitazione alcuna.

Tra qualche mese si laureerà in quella stessa aula ed è giusto che sia lui ad avere l’onore di sedersi in quella cattedra con 3 mesi d’anticipo e non nella veste di semplice studente, ma nella veste di giovane imprenditore.

Io invece me ne starò in angolo ad ascoltarlo e ad emozionarmi, fiero di avere un amico e un socio come lui, fiero di averlo scelto e coinvolto fin da subito come combattente nelle mie battaglie… e convinto che, anche se probabilmente l’emozione per lui sarà ancora più forte di quella che avrei provato io, niente riuscirà a fermarlo e a bloccare le parole che da tempo tiene custodite fedelmente in mezzo al petto e che io solo conosco, anche se non me le ha mai confessate direttamente.

Dal mio nodo alla gola: FORZA!!!”

E’ stata l’emozione in assoluto più forte e più difficile da gestire di questi 7 mesi di Appunti Condivisi.

Ogni parola, ogni frase, era un tremolio di voce per l’emozione.

Ma la cosa che mi ha colpito di più è stata la reazione degli studenti al mio intervento.

Applausi spontanei, sguardi accesi che pendevano dalle mie labbra, emozionatissimi quanto me per vedermi lì, ed io per esserci.

Strette di mano all’inizio, alla fine, abbracci e domande, domande a mai finire sia prima che dopo, per sapere cosa avevamo fatto per lanciare Appunti Condivisi, quali erano state le difficoltà più grandi che avevamo riscontrato, cosa stavamo vivendo.

Quell’incontro non sarebbe stato lo stesso senza di loro, gli studenti.

Ed è per questo che ho voluto ringraziarli così…

“Voglio solo dirvi grazie.

Voglio ringraziarvi per avermi messo tanto a mio agio da raccontare tutto quello che avevo nel cuore, oggi.

La mia voce si è nutrita dei vostri sguardi, dei vostri sogni, delle vostre domande, di quello che alcuni di voi hanno provato mentre parlavo e che mi hanno trasmesso con i loro occhi.

Vi ho osservati uno per uno mentre camminavo avanti e indietro in quello stesso palchetto di legno in cui fra due mesi sarò proclamato Dottore in Giurisprudenza cercando di nascondere il più possibile l’emozione e facendomi forza col discorso.

Volevo ringraziarvi, per non avermi bloccato e giudicato quando con la mia voce rotta vi ho spronati a dare di più, a lottare con tutti voi stessi, a dare il meglio di voi, a vincere le vostre paure e buttarvi a provare a realizzare quello in cui credete.

Grazie per avermi applaudito, spontaneamente, quando ho detto che “i titoli valgono meno di ZERO”, perché in quel momento avete deciso di sostenere un’idea, cioè quella del darsi da fare e mettere voi stessi e il vostro sogno al centro di tutto.

Ci saranno sempre occhi puntati che cercheranno di giudicarvi in ogni singola cosa che farete.

Voi andate avanti.

Ci sarà sempre chi vi ostacolerà, alcune volte proprio mettendovi i bastoni fra le ruote, altre semplicemente evitando di appoggiarvi.

Voi andate avanti.

Ci sarà chi cercherà di schiacciarvi e salirvi con tutta la forza che hanno sulla faccia, solo magari per sentirsi migliori di voi per qualche secondo.

Voi andate avanti.

Ci sarà chi cercherà di frenarvi e rallentarvi, e vi darà del diverso dicendovi “eh, ma ormai sei cambiato, non sei più l’Attilio di una volta”.

Voi andate avanti.

E fatelo perché questi sono i segnali che state smuovendo le cose.

Questi sono i segnali che state progredendo, che state cambiando, che state diventando quello che avete sempre sognato di essere.

State diventando l’Attilio, il Giorgio, il Francesco, che sognate di diventare da qui a 10 anni.

E questa è la cosa più bella del mondo.

Grazie di cuore.”

Il mio intervento ha generato reazioni di ogni tipo, fra amici e persone a me, oltre a quelle che privatamente mi sono arrivate da perfetti sconosciuti che mi hanno ascoltato per la prima volta…

reazione-lidia-ciulla

 E ancora…

reazione-aurora-cordaro

 

Siamo giunti alla fine della storia…

 

Ho provato a raccontarti tutto quello che ci è successo nel mese di maggio 2017.

Duro lavoro, confronto continuo, il metterci continuamente alla prova ma soprattutto emozioni mai provate prima.

Se, però, unisco i puntini di quello che io e Nicola abbiamo cercato di comunicare agli studenti, penso che la morale comune prende più o meno una riga ed è che:

“i titoli valgono meno di ZERO”.

Esatto, è proprio così.

L’importante è il fare, è il mettersi in gioco, è il provarci, il cadere, farsi male e rialzarsi, con più forza di prima.

Devi prenderTi la responsabilità di provare a realizzare i tuoi sogni, anche col rischio di fallire.

Perché il mondo là fuori è Tuo: non stare a guardare.

Vai e prenditelo!

Tanti auguri per il tuo futuro e alla prossima!

 

Attilio Cordaro e Nicola Guarino

Co-fondatori di Appunti Condivisi – Specifici per la Tua Università, Facoltà e Corso di Studi.

 

PS: Se vuoi leggere precisamente com’è nato Appunti Condivisi, la storia del lampo di genio di Nicola e cosa abbiamo fatto subito dopo per arrivare in finale durante un contest sulle idee imprenditoriale organizzato da Twitter Italia, leggi questa pagina in cui Nicola ti racconta come tutto ebbe inizio.

About The Author

Attilio Cordaro

Attilio Cordaro è un laureando in Giurisprudenza, con una grande passione per il mondo imprenditoriale e la comunicazione. Ha fondato insieme a Nicola Appunti Condivisi - Specifici per Università, Facoltà e Corso di Studi (www.appunticondivisi.com). Ad oggi si impegna con costanza per terminare i propri studi e per migliorare se stesso. E' una persona carismatica, emotiva e tenace. Il suo desiderio è creare qualcosa che cambi davvero la vita delle persone!

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