“Non trovo lavoro dopo la laurea”: i 7 punti cardinali che ti eviteranno di pronunciare questa frase, anche se tutti ti hanno detto che sarai disoccupato

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Leggendo il titolo probabilmente ti è esattamente venuta in mente in un secondo la terribile situazione italiana (hai ragione, devo specificare “quale delle tante?!?”) che riguarda la ricerca del lavoro e che porta molti giovani a disperarsi e ripetersi “non trovo lavoro anche se sono laureato, perché???”

Il mondo del lavoro è cambiato rispetto alla situazione che magari potevi trovarTi 10/20 anni fa, ma sembra che mentre in tutti gli altri paesi ci sia una situazione certamente migliore e, a prescindere dal laurearsi a 30 anni o meno, il mondo del lavoro offra più opportunità ai giovani per lavorare, l’Italia rimane l’ultima ruota del carro, lenta e totalmente disorganizzata, sempre, in tutto.

Come uno che decide di giocare a pallone con un gruppetto di amici, ma che poi si ritrova con la palla fra le gambe e, non sapendo come funziona il gioco del calcio e quindi a chi deve passarla per fare vincere la propria squadra, si fa fregare sotto il naso l’opportunità di passare in vantaggio e quindi di vincere la partita.

In realtà quando avrai letto fino in fondo quello che ho da dirTi ti renderai conto che gli studenti universitari dopo la laurea non trovano lavoro a causa di alcuni luoghi comuni che si portano dietro (non per colpa loro, ma perché professori/genitori/amici/parenti li influenzano male ed in modo sbagliato e si ritrovano poi come intrappolati in una ragnatela aspettando che il ragno gigante sei li sbrani ancora vivi) e che la frase “quello che il tuo Paese dovrebbe fare per Te per farti trovare un lavoro” ti suonerà come una cosa insensata che ti provoca nausea e disgusto solo a pensarci.

Quello che ti rivelerò all’interno di questo articolo sono 7 punti cardinali (non 4 come quelli “normali”, nord, sud, ovest, est, ma 7!) che da studente universitario ti orienteranno – come farebbe una bussola con un boy scout – nel trovare la direzione giusta a livello lavorativo: se li seguirai, non solo non dirai mai “oddio, non trovo lavoro neanche morto, come farò?” ma ti ritroverai dopo la laurea esattamente con il lavoro che hai sempre sognato e che ti piace fare, e per te “il posto fisso” non sarà un problema.

Questo perché sarai completamente slegato dalla preoccupazione di essere assunto per il resto dei tuoi giorni in una particolare azienda e sarai libero di scegliere Tu per quale azienda lavorare e quanto Tu vorrai essere pagato per fare certi lavori.

Se non li seguirai, ti ritroverai a 30/35/40 anni senza lavoro in piazza a manifestare per i tuoi diritti, senza capire però qual è veramente il problema e come mai muori di fame nel tuo paese d’origine, e ti ritroverai ad essere in balia di tutto e tutti come un paracadutista che precipita al suolo senza controllo mentre il vento gli taglia la faccia a fette come un prosciutto, a dover tirare all’ultimo minuto la famosa leva rossa d’emergenza rischiando di spiaccicarti al suolo e diventare marmellata.

Fatta questa doverosa premessa e dopo quest’immagine raccapricciante, siamo pronti per iniziare.

Andiamo!

 

“Non trovo lavoro dopo la laurea”: quello che tutti gli altri ignorano sul mondo del lavoro e che li porterà al fallimento e cosa devi fare per alzare la coppa della vittoria al cielo

 

Quelli che ti riporterò adesso sono i 7 “comandamenti del lavoro”: tatuateli in testa (e sulla pelle, magari al posto del prossimo tatuaggio che avevi programmato :P) per scrollarti di dosso quella maledetta paura di non trovare lavoro dopo la laurea che accompagna lo studente universitario per tutto il suo percorso.

Per ognuno ti spiegherò in cosa consiste, come può servirti per trovare esattamente il lavoro che hai sempre desiderato fare e perché dovrebbe orientare le tue future scelte da studente universitario.

 

“Non trovo lavoro dopo la laurea”: Il primo punto cardinale

“Non esistono più gli sbocchi lavorativi classici”.

Lo so, ho già demolito quello che ti pareva un punto fermo incrollabile.

Ma devi sapere che con l’evoluzione del mondo del lavoro in atto da più di 20 anni parlare di sbocchi occupazionali del tuo corso di laurea o se hai una laurea in giurisprudenza cosa fare – tra i mille lavori disponibili – con il tuo bel pezzo di carta, è come cercare di curare la polmonite con gli impacchi caldi della nonna sulla fronte.

E’ totalmente inutile.

Non esiste più che “chi si laurea in Giurisprudenza può fare l’avvocato, il magistrato, il notaio e i concorsi pubblici” (a me fino a qualche anno fa sembrava che “fare concorsi pubblici” era un mestiere a parte ahahah).

Non esiste più che “chi si laurea in Economia può fare il commercialista o il contabile”.

Non devi più ragionare secondo questi vecchi schemi che il sistema universitario ti ha tramandato e che ovviamente tu hai preso per buono dato che ti venivano da un’istituzione importante e autorevole come l’Università.

Non devi ragionare più in termini di sbocchi lavorativi, ma devi cominciare a ragionare in termini di competenze, sia quelle che già hai, che quelle che ti servono e che puoi acquisire.

 

Il secondo punto cardinale: sii sempre uno studente

 

Dedica sempre, costantemente, una parte della tua giornata alla formazione.

Come ha detto qualcuno:

“Don’t forget to read, forget to eat” (non dimenticare di leggere, dimenticati di mangiare).

Lo so, il tempo è poco, lo so hai tantissime cose da fare, e probabilmente la tua giornata è così piena che già ti alzi alle 8 e vai a letto alle 00:45.

Ma questo, te lo dimostro ora, è un finto problema.

Se ti alzi alle 8, puoi alzarti anche alle 7.

Se vai a letto alle 00:45, puoi andare a letto anche alle 01:45.

Attenzione, non ho detto sia facile.

Voglio dire che devi vedere la formazione come un punto fermo, una cosa come il bere o il mangiare, e che non puoi decidere di “saltare”.

Tu staresti mai un intero giorno senza mangiare? Rimarresti completamente digiuno per 24 ore della tua vita?

E allora devi fare lo stesso con la formazione se vuoi annientare la paura di non trovare lavoro dopo.

Non devi mai rimanere fermo con la formazione.

C’è un detto che dice “O ti formi o ti fermi“.

E anche se banale, è la verità!

 

Terzo punto cardinale: fai esperienza PRIMA della laurea

 

Da circa 8 mesi ormai io e Nicola diciamo costantemente che fare esperienza prima di laurearsi è la chiave per non rimanere indietro ed essere schiacciato dal mercato del lavoro in continuo movimento.

E questo perché anticipi a prima della laurea qualcosa che altrimenti devi fare dopo.

(a proposito, in questo video parliamo proprio di come lavorare e studiare NON sono due cose separate!)

Non pensare infatti che quando ti laureerai ci saranno aziende che ti accoglieranno come un EROE e ti faranno la festa di benvenuto con aperitivi e stuzzichini!

Quello che succederà è che ti siederai davanti ad uno delle risorse umane che seleziona personale dopo aver inviato migliaia o migliaia di curriculum in giro per il mondo e, dopo che ti sei presentato, ti verrà fatta esattamente questa domanda:

Lei ha già esperienza lavorative pregresse? Ha già svolto altri lavoro? Cosa sa fare?

Ecco smontata la tua sicurezza da universitario laureato.

Quindi, fai esperienza prima di laurearti per non ritrovarti col culo per terra dopo e rassegnarti, ripetendoti “aiuto non trovo lavoro”.

Immagina che il mercato del lavoro è una ruota enorme di marmo che avanza dietro di Te e che tu devi correre più che puoi altrimenti vieni spalmato al suolo per sempre.

(credo sia la terza volta da quando hai iniziato a leggere che “c’è qualcosa spalmata o spiaccicata a terra”, ma che ci vo fa!)

 

Quarto punto cardinale: NESSUNO TI GARANTIRA’ UN LAVORO!

 

Scusa la provocazione, volevo dire: mettiti in testa che lo Stato, la politica, il governo, non sta pensando a Te, non gliene frega niente di Te, la crisi non passerà, il lavoro non tornerà ad esserci per tutti, non ci saranno nessun diritto previsto dalla Costituzione che ti farà piovere dal cielo un bel “posto fisso” tutto impacchettato ed infiocchettato…

E questa, invece, non è una provocazione.

Uno dei virus più diffusi nell’ambiente universitario è che nel momento in cui nasci c’è un posto di lavoro ADATTO A TE che ti verrà dato non appena esci dall’Aula Magna della tua facoltà con la tesi nella mano destra e con lo spumante nella sinistra.

Tutte cavolate.

Non esiste nessun posto di lavoro che ti verrà dato.

Semplicemente perché nessuno è tenuto a “regalarti un lavoro SOLO perché esisti”.

Attenzione, non voglio dire che vivi in un’Italia senza futuro.

Il lavoro verrà da Te nel momento in cui svilupperai delle competenze che pochi hanno.

Hai mai conosciuto ingegneri informatici bravi? Se non li conosci, io ne conosco alcuni che vengono pagati 15 mila euro al mese.

Che è, per loro la crisi non esiste?

Non esiste perché hanno competenze AL DI LA’ della norma.

Un personaggio che seguo da un pò di anni, Marco Montemagno, dice che “il lavoro non si cerca, il lavoro si attrae“.

(qui un video in cui parla proprio di questo)

Devi diventare così bravo in quello che ti piace fare e che vuoi fare nella vita che saranno gli altri ad accorgersi di Te, a voler lavorare con Te, ad averti nel loro Team, e non sarai mai e poi mai costretto ad elemosinare lavoro o a cercare su Internet “offerte di lavoro economia”.

Quinto punto cardinale: Osserva il tuo settore

 

Se hai in mente un settore in cui vuoi lavorare, per acquisire competenze ed essere pagato per quello che sai fare, puoi fare una cosa che se te la dicevo all’inizio dell’articolo mi prendevi per pazzo 😛

E cioè: vai dalla persona che ti sembra o che sai per certo che è la più competente nel tuo settore e gli dici non “oddio non trovo lavoro assumimi ti prego”, ma:

Ciao (o Salve, forse è meglio!), voglio proporti una cosa: io lavoro GRATIS per Te per 1, 2, 3 anni e Tu mi trasferisci parte dell’esperienza che hai accumulato nel corso di anni e anni!

Eh sì, ma come campo io?“, lo so che lo hai pensato.

Ti faccio riflettere un attimo: secondo Te è molto meglio sacrificare qualche anno di “mancato stipendio” o di stipendio basso oppure forse è meglio rimanere disoccupato tutta la vita?

Perché qui di questo si tratta.

Scusami se sono un pò duro, ma quello che voglio dirti è: in un mondo in cui il lavoro ti richiede competenze ed esperienza, come fai a lavorare se non hai né l’una né l’altra?

Stai sicuro che nessuno rifiuterà una persona che lavora a fianco a lui gratis e gli toglie un pò di lavoro in cambio di esperienza e formazione.

NESSUNO.

Specialmente in un momento in cui NESSUNO o pochissimi fanno questo tipo di richieste.

In un mondo lavorativo in cui laurearsi in economia non significa fare il commercialista, devi ragionare in questo modo.

 

Sesto punto cardinale: DAI TU LA SOLUZIONE!

 

Per farti notare nel settore in cui vuoi operare, un buon modo per evitarti la cantilena “non trovo lavoro e sono disperato” è osservare bene ciò che manca oppure un problema che hanno magari altri neo-professionisti (o che vogliono diventarlo) e provare a dare Tu una soluzione.

Cioè, puoi ragionare per creare una soluzione ad un problema/bisogno specifico, che oggi rimane non soddisfatto.

In questo modo, avrai in mano uno strumento potentissimo per attrarre attenzione su di Te e chi conta davvero nel settore in cui lavori non farà a meno di notarti.

E non oggi, non domani, ma dopodomani ti chiederà di lavorare per Lui o ti chiederà di lavorare fianco a fianco perché gli hai dato modo di apprezzare il valore della tua persona.

 

Settimo punto cardinale: ADATTATI AI CAMBIAMENTI!

 

Proprio perché sei uno che osserva costantemente il tuo settore, sai quali sono i cambiamenti che si stanno facendo o che avverranno fra poco.

Oppure sai come devi rimanere aggiornato per sapere, ad esempio, quando un cambiamento si sarà realizzato del tutto.

Mi riferisco, ad esempio, a nuove normative in vigore, oppure ad una nuova tecnologia che è stata inventata che può cambiare le carte in tavola della tua azienda, dell’azienda per cui lavori o delle aziende concorrenti.

Questo ti dà il vantaggio di capire in anticipo come muoverti per cavalcare l’onda del cambiamento, e non esserne travolto.

Conclusione

 

Adesso hai chiaro cosa devi fare per non pronunciare dopo la laurea la frase “oddio, non trovo lavoro” ed invece fare quello che hai sempre desiderato fare ma che tutte le persone che ti circondano ti avevano erroneamente convinto a lasciar perdere perché “sarebbe impossibile trovarlo in Italia“.

(che poi sono gli stessi che ti dicono “a 30 anni si è vecchi per trovare lavoro” ahhahah)

Mi permetto di dirti così perché sia io che Nicola siamo esempi di studenti universitari che lavorano e fanno solo lavori che gli piace fare, senza essere costretti a fare il magazziniere per il punto vendita di alimentari dopo aver preso triennale + specialistica e aver sognato di fare il revisore contabile per tutto il proprio percorso universitario, ma aver rinunciato a tutto questo solo perché o chi ti stava vicino ti ha convinto che non eri in grado di farlo oppure non avevi gli strumenti per valutare fino in fondo come muoverti al meglio per riuscire a raggiungere i tuoi obiettivi lavorativi.

Tutto ciò che trovi all’interno di questo articolo e che trovi all’interno di questo Blog si basa sulla nostra esperienza accumulata in anni ed anni, di essere studenti lavoratori.

La nostra unica legge, in tutto ciò che facciamo, è l’esperienza.

Niente di tutto quello che la gente ti dice ha valore SE non si basa sull’esperienza, personale o di altre persone, che hanno vissuto esattamente la situazione in cui ti trovi tu al momento o la situazione in cui ti troverai fra poco.

Per questo, ti invito a spulciare ogni singolo articolo del Blog, perché in ognuno di loro troverai strumenti, tattiche e strategie che da studente universitario hanno funzionato su di noi, che puoi applicare per velocizzare il tuo percorso universitario ed arrivare più velocemente all’obiettivo che è la laurea.

In più, se conosci qualche altro collega laureato o laureando che sai che sarebbe interessato a lavorare o che sta cercando lavoro, condividigli questo articolo se credi che gli possa tornare utile, tramite i bottoni di condivisione che trovi qui sotto.

Ci becchiamo presto su un altro articolo.

Buona fortuna per tutto 😉

 

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Attilio Cordaro

Co-fondatore di Appunti CondivisiSpecifici per la Tua Università, Facoltà e Corso di Studi.

About The Author

Attilio Cordaro

Attilio Cordaro è un laureando in Giurisprudenza, con una grande passione per il mondo imprenditoriale e la comunicazione. Ha fondato insieme a Nicola Appunti Condivisi – Specifici per Università, Facoltà e Corso di Studi (www.appunticondivisi.com). Ad oggi si impegna con costanza per terminare i propri studi e per migliorare se stesso. E’ una persona carismatica, emotiva e tenace. Il suo desiderio è creare qualcosa che cambi davvero la vita delle persone!

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