Studiare Tanto all’Università per avere Voti Alti: ecco perché è una cazzata!

Sono sicuro che dopo aver letto questo articolo rimarrai a bocca aperta.

Perché?

Perché una delle convinzioni più comuni tra gli studenti universitari, cioè studiare tanto all’università è meglio” sta per essere demolita.

Annientata!

Come probabilmente saprai, per il lavoro che faccio, mi capita ogni giorno di parlare con almeno 3-4-10 studenti universitari e quello di cui sono certo è che nella loro testa sono conficcate delle convinzioni errate che ogni giorno li portano a fare errori madornali che rallentano e rendono il loro percorso universitario ancora più difficile di quanto non lo sia già.

E so bene anche che purtroppo non è colpa loro, perché anche io fino a qualche anno fa facevo fede su tutta una serie di luoghi comuni sullo studio universitario che mi erano stati (consapevolmente o inconsapevolmente) tramandati e che avevo accettato senza neanche rifletterci un attimo sopra.

Perciò, ci ho dovuto sbattere la testa mille volte prima di capire che i pilastri su cui poggiava tutto il mio modo di fare e studiare all’Università erano molto (ma molto) fragili.

E l’ho dovuto fare da solo perché nessuno era mai venuto in mio soccorso.

Ma non voglio che capiti la stessa cosa anche a te.

Per questo, ho deciso di dedicare parte del mio tempo ad aiutare più studenti possibili a velocizzare e rendere più efficiente il loro percorso universitario, partendo proprio dalla demolizione di queste convinzioni.

Cioè, quello che ho intenzione di fare da qui ai prossimi giorni, è prenderle una ad una, e smontarle pezzo dopo pezzo in modo da farti rendere conto di come ciò che hai sempre dato per buono in realtà è solo un falso mito che annienta le tue possibilità di andare veloce nel tuo percorso prendendo comunque voti alti, così come un un martello da 30 chili rompe un mattone di casa tua se lo lasci cadere.

 

Studiare tanto: Il falso mito più diffuso e potente che rovina puntualmente (ed inutilmente) la vita privata ad ogni studente universitario

 

Pensaci un attimo.
Una delle prime cose che ci viene tramandata fin dai tempi della scuola elementare è:

“Devi studiare tanto, perché più studi e più un giorno avrai successo”

Il che è tutto fottutamente vero.

Sono un sostenitore dello studio, della crescita personale, del miglioramento continuo etc…

E sono pure il primo che non si ferma mai di leggere libri, fare corsi di formazione, seguire e ascoltare personaggi importanti e di successo, partecipare ad eventi, conoscere persone, apprendere etc…

Sinceramente penso che qualsiasi persona di successo non smetta mai di imparare, studiare e migliorarsi.

Per questo non bisogna mai smettere di studiare, anzi, più ore del tuo tempo dedichi allo studio, più cresci e migliori.

Ma…

C’è un ma!

Questa frase nasconde un’insidia così forte e potente che colpisce puntualmente chiunque l’ascolti.

L’insidia è che le persone, prendendo per buono questo consiglio, lo applicano in qualsiasi cosa che fanno.

Quindi vanno a scuola superiore e se un giorno i professori non lasciano compiti, si sentono quasi in difetto ed in torto.

Poi vanno all’Università, e pensano che chi sta chiuso più ore nella sua stanza (o in biblioteca, è uguale!) avrà sicuramente maggiori risultati degli altri, sia all’Università che nella vita, perché più ambizioso.

Ed è qui che casca l’asino!

Se conduci una vita normale, esci nel week-end, esci dopo lo studio, vai in palestra etc…

Ti senti in colpa perché pensi che potresti fare di più (come fanno alcuni tuoi colleghi).

Se poi addirittura lavori, ti senti davvero una merda perché pensi di non star dedicando l’attenzione dovuta che l’Università in realtù meriterebbe (e so cosa significa), anche perché tutti fino a ora ti hanno detto cose tipo:

“o fai una cosa, o fai l’altra. E’ impossibile farle tutte e due bene!”

(Vero o no ?)

Ma siccome tu, come me, sei una persona cazzuta, non hai dato retta a queste persone e sei andato dritto per la tua strada.

(BRAVO!)

Ad ogni modo, ti sentirai sempre in difetto con chi studia più ore di te, a prescindere poi da quali siano realmente i suoi risultati.

Cioè se per caso un tuo collega ti dice che studia 10 ore al giorno, tu, che magari studi 6 ti senti una merda.

Confermi ?

Bene.

E’ arrivato allora il momento di dimostrarti qualcosa che nessuno ti ha mai fatto notare.

 

Perché “più studi e meglio è” è una grandissima cazzata!

 

Se sei arrivato a leggere fino a questo punto (senza saltare quello che ho scritto prima), ti faccio i miei complimenti perché dimostri di avere una mente davvero aperta al cambiamento e al miglioramento.

Da questo momento però ti chiedo un filino di attenzione in più, perché il passaggio tra ciò che è giusto e ciò che invece è sbagliato è davvero delicato, quindi tra l’essere capiti e l’essere fraintesi c’è davvero pochissimo.

Non è studiare che è sbagliato.

Studiare tanto e costantemente è giusto.

Il problema nasce quando tutto questo è rapprotato all’Università.

Cioè, se è vero che i tuoi risultati nella vita sono fortemente influenzati da quanto tu hai studiato in precedenza, dove il concetto di studio non è “mi siedo, apro il libro lungo e noioso, sottolineo, ripeto e imparo a memoria” ma “apprendo, miglioro, conosco, osservo!” (cosa che, come vedi, non è necessariamente legata all’Università, anzi!), i tuoi risultati all’Università non necessariamente dipendono dalla QUANTITA’ DI STUDIO.

Cioè, non è QUANTO STUDI che conta, sono il COME STUDI, il DA DOVE STUDI e il COME “reciti” ALL’ESAME che incidono sul voto finale.

Cerco di spiegarmi meglio facendoti un esempio molto banale.

Quante volte ti è capitato di dedicare anima e corpo studiando una determinata materia, magari leggendo 2-3 volte un intero manualone da 1000 e 2000 pagine, noioso come un telegiornale per un bambino di 7 anni, e poi arrivare all’Esame e fare una figura MISERA, IMPAPPINANDOTI E AVENDO TUTTI QUEGLI IMBARAZZANTI VUOTI DI MEMORIA DAVANTI AL PROFESSORE?

E poi magari vedere anche un tuo collega o una tua collega, freschi come le rose per “o la va o la spacca”, avendo studiato oggettivamente meno, prendere 28-30 o comunque un voto più alto del tuo?

Ecco, sono sicuro che se ci pensi bene 10 secondi, sicuramente ti rendi conto di come una situazione simile sia capitata anche a te.

Vero?

Bene. Andiamo avanti.

Adesso allora ti chiedo: perché secondo te succede questo?

Te lo dico io.

Succede per la motiviazione che ti ho detto prima, cioè che non è assolutamente vero che all’Università “più studi e meglio è!”.

Te lo ripeto (leggilo come se te lo dicessi ad alta voce):

 

non è assolutamente vero che all’Università “più studi e meglio è!”.

 

Il voto che prenderai non sarà altro che la valutazione (soggettiva) della tua performance, cioè del tuo esame di 10 minuti.

Devi essere consapevole del fatto che in quel momento (durante l’esame) è come se tu fossi un attore e stessi recitando un pezzo e il professore non è altro che un giudice che decide non quanto ne sai realmente di quella materia, ma quanto hai recitato bene.

Attenzione: non ti sto dicendo che devi smettere di studiare perché tanto devi fingere di sapere e che quindi studiare non serve a nulla, capiamoci!

Ti sto dicendo che Prendere un voto alto ad un esame è diverso da “ho studiato per interi mesi 15 ore al giorno”.

La performance, cioè l’esame, è sempre influenzata da tantissimi fattori,

  • alcuni che puoi controllare (tipo cosa studiare, quanto, dove etc…)
  • altri che puoi parzialmente controllare (tipo l’ansia, le emozioni, il nervosismo)
  • e altri ancora che non puoi assolutamente controllare (tipo quanto sarà incazzato quel giorno il professore).

Quindi devi concentrarti SOLO su ciò che PUOI CONTROLLARE.

(tipo quali materiali usi per preparare una materia, come gestisci il tempo, quanto sei produttivo e che strategia usi per il tuo esame).

 

Conclusione

 

Bene, siamo giunti alla fine e spero di aver fatto chiarezza su come stanno davvero le cose quando si parla di studio universitario.

Purtroppo però, questa è solo una delle convinzioni errate che la maggior parte di studenti universitari hanno.

Ma piano piano ti prometto che le prenderò una per una e le smonterò tutte.

Per oggi però mi fermo qui.

Ti auguro il meglio!

Al Tuo Veloce ed Efficiente percorso Universitario.

Nicola Guarino

Co-Fondatore di Appunti CondivisiSpecifici per la Tua Università, Facoltà e Corso di Studi.

 

P.S. Come vedi, quando diciamo che per andare bene all’Università servono gli Appunti Specifici, non lo diciamo solo perché “Noi cci abbiamo il sito”, come ci accusano di fare alcuni “sapientoni”. Noi lo diciamo perché è solo studiando da quei materiali che si può realmente applicare la strategia dello studio rovesciato. E Appunti Condivisi nasce per questo bisogno ed è l’unica risorsa alla quale attingere per poter dare Gas al proprio percorso universitario e farlo correre veloce come le macchine di Fast and Furios.

 

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About The Author

Nicola Guarino

Nicola Guarino è un giovane imprenditore. A 24 anni, subito dopo la laurea in Economia e Amministrazione Aziendale, ha messo in piedi un team di 3 persone e ha fondato Appunti Condivisi – Specifici per la Tua Università, Facoltà e Corso di Studi (www.appunticondivisi.com). E’ una persona particolarmente ambiziosa, determinata e pragmatica. Il suo sogno è diventare un imprenditore di successo!

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